Verso la fine degli anni novanta il governo ha annunciato il blocco delle pensioni di anzianità per gli insegnanti, e tutti si sono precipitati a fare domanda di pensione finchè erano in tempo.
Il governo, spaventato da tante domande, ha invitato gli insegnanti a ripensarci, e ha fissato un termine entro il quale, chi voleva, poteva ritirare la domanda, senza però offrire nessun tipo di garanzia per il futuro!

La pinsion di prufesur

Donch j à det che non mestr e prufesur
u s’ è avnù la maneja dla pinsion
e pr e’ gvérn' u j è stê di grènd dulur
ch’ u n’ à in casa la faza d’ un valon.

Donch in prisia, acsè, tra e’ lom e e’ scur,
i minestr' e tot chj étar furbacion
cus’ ài fat?, ló j à ciap int al tusur
e j à tach a taiêr al dimision.

E j à det: "Chi ch’ ritira la su dmânda
e’ sra un benemérit dla nazion
e la su ricumpensa la sra grânda":

prèma d’ tot u n’ andrà mai piò in pinsion
e pu i l purtarà in piaza cun la bânda
che tot i sépa quânt ch’ l’ è stê quaion.

Franco d' Sabaden

 

La pensione dei professori

Dunque hanno detto che a noi maestri e professori
è venuta la mania della pensione,
e per il governo ci sono stati dei grandi dolori
che non ha in cassa la faccia di un quattrino.

Dunque in fretta, così, tra la luce e il buio,
i ministri e tutti gli altri furbacchioni
che hanno fatto ?, essi hanno preso le forbici
e hanno cominciato a tagliare le dimissioni.

E hanno detto: " Chi ritira la sua domanda
sarà un benemerito della nazione
e la sua ricompensa sarà grande":

prima di tutto non andrà mai più in pensione
e poi lo porteranno in piazza con la banda
che tutti sappiano quanto è stato coglione!

Franco Ponseggi

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