Rievocazione dei principali avvenimenti dell’anno 2000, all’inizio del cenone di
fine anno.
Nel 2000 si è svolto il Giubileo, proclamato da Papa Giovanni Paolo II. I pellegrini da
tutto il mondo si recano a Roma.
Condizioni climatiche favorevoli per l’agricoltura. Annata eccezionale per i vini.
In Palestina è iniziata l’ "Intifada", la lotta, inizialmente a colpi di
sassi e poi continuata con il terrorismo, da parte dei Palestinesi contro Israele.
Continuano gli sbarchi di clandestini extracomunitari del terzo mondo sulle coste
italiane, con problemi di tanti tipi, compreso l’ordine pubblico.
Sono quasi cronaca quotidiana gli assalti alle ville, ad opera di delinquenti in
particolare albanesi, con sequestro, minacce e maltrattamenti alle famiglie per farsi
consegnare denaro e gioielli.
Il governo è incapace di serie misure per stroncare l’immigrazione clandestina e i
problemi che ne derivano.
Si è iniziato a parlare di "mucca pazza", l’infezione di "Encefalopatia
spongiforme bovina", che, partita dall’Inghilterra qualche anno prima e ora
ripartita dalla Francia, dilaga in tutta Europa creando panico fra i consumatori di carne
bovina.
Alla fine dell’anno ci sono state le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, con una
sostanziale parità nei risultati.
I candidati sono il repubblicano Bush e il democratico Gore. Alla fine l’ ago della
bilancia risulta essere lo stato della Florida, in cui il divario si basa su poche
centinaia di voti. Successivi controlli e verifiche assegnano la vittoria ora all’uno
ora all’altro. Alla fine prevale Bush, ma non tutti i dubbi sono dissipati.
In Italia il clima politico risente della prossima fine della legislatura. Il governo
Prodi, nato dal voto nelle elezioni politiche del 1996, è da tempo caduto, lasciando il
posto a governi della stessa coalizione di centrosinistra (D'Alema e Amato), ma non
legittimati dal voto. Per questo il centrodestra, con il "Polo delle libertà"
capeggiato da Berlusconi, ritiene il governo illegittimo e chiede le elezioni anticipate.
Tutti i sondaggi lo danno per vincente. La coalizione al governo respinge le accuse e nega
le elezioni anticipate, ben sapendo che le avrebbe perse, come è effettivamente avvenuto
dopo pochi mesi, nella primavera del 2001.
L'ultma nöt de Domela
L' è la séra di trenton,
e' domela l' è finì
e tot quènt a sen riunì
pr' aspitê e' Domeleon.
I caplèt j è int la tarena
e l' aröst l' è dentr' e' fóran,
l' è za pront nench e' cuntóran:
a puten cminzê la zena.
Un mument, stasì un pô bon!
A m' parì tot alupé!
Stasì fìrum, stasì in sdé!
Una cunsiderazion,
un pinsir e' bsögna fêl
sóra st' ân ch' l' è ormai finì,
o a l' avlegna pröpi splì
senza fêj e' funerêl!?
S' l' è stê bon, s' l' à avù un quelch neo
a zirchen d' scruvil insen,
int e' mêl ed int e' ben.
L' è stê l'ân de Giubileo
e tot quènt j à fat la fila
pr' andê a Röma da Sa'Pir,
par cumprê di suvenir,
la "medaglia del duemila",
cianfrusaglia, statuen,
dla ruzéra d' ogni raza,
tota roba d' plasticaza,
di santen, dal cartulen.
I è partì da tot e' mònd,
arciamé da tènt arcèm,
par zirchê d' arivê prèm.
Zvân e Pêval l' è ariv sgònd!
Ciacarènd parò ins e' séri,
tènt j è andé par divuzion,
par preghê e cmandê pardon
di su pché e dal su miséri.
L' è stê l' ân di cuntaden,
la stason l' è stêda bona,
cun e' sól e cun la lona
pröpi bon u s' è fat e' ven.
E purtröp u j è nench stê
guëra e murt e de terór
int la tëra d' nöst' Signór,
cun di sës e dal sčiuptê.
E nench st' ân a n' aven vest
arivê cun di gumon,
cun dal nêv e di barcon,
dilinquent e pùvar crest.
Pôvra zent! Da la Nigéria,
da e' Maröch, da l'Albanèja,
j à lasê la su famèja
par scapê da la miséria,
da la fâm e da la gvëra,
da di gvìran asasen,
cun al dön, cun i baben,
par zirchêr' un' êtra tëra.
Mo al saven, stra tânta zent,
ch' u j è i bon e ch' u j è i cativ,
e l' è un quël ch' l' è inùtil div,
u j è nench di dilinquent.
Cun la drôga e cun al dön
i s' è fët di machinon,
i va in zir cun di miglion
e la zent j a pérs e' sön.
Stal canai, sta brota raza,
i siquëstra dal famèj;
s' t' at' arvult al rubarèj
i n gn' apensa, ló i t' amaza.
E ste gvéran, cus' a fal?
"I puren', i n' s' pö tuchê!
E' foi d' via u s' i pö dê,
s' i s' n' infréga, a i farì e' cal!
Silurê tot i scafèstar?!
Cuntrulê l' immigrazion?!
Metr' i lédar in parson?!
Mo l' è röba da razèstar!"
L'è stê l' ân dla vaca mata,
i videl j è sté nervùs.
L' è stê l' ân ch' i è dvent famùs
Gore e Bush che j à fat pata.
A la fen dagli elezion
i s' è mes nench a cuntê
tot al schéd e a ragagnê
par sbruiê la situazion.
St' elezion par Bush e Gore
la n' è andêda pr' e' su vérs:
chi ch'à vent e chi ch' à pérs
u n' a sa gnânch e' Signór.
E a ca nöstra, cus avegna?
Mo, gnit d' nôv, i sòlit quel,
cun i sòlit riturnel
che a sintì i t' fa avnì la tegna.
U j è Bossi, bona lâna,
ch’e’ cuntènua a predichê
e ch’e’ zerca d' pruclamê
la su grân Nazion Padâna.
A la dëstra Berluscon
ch' l' à capì l' aria ch’e’ tira,
e ch’e’ prela e ch’e’ rigira
par avér' agli elezion.
Mo nench chi étar j à capì
che minacia un timpurêl
e s' u s' vóta la i va mêl,
e par quest i tira indrì.
E l' ân nôv 's' a s' purtaràl?
Prèm: la pêz, e pu par sgònd
e' prugrës in tot e' mònd,
che a la fâm u n' s' i fa e' cal.
Veja ogni ditatura,
in galéra i dilinquent,
sicureza par la zent
e rispët par la natura.
E par non ch' a sen' a què
la salut e di quatren,
non a sen zent ch' a s' cuntinten!,
e staséra e tot i dè
de parsot e de ven sčèt,
mnëstra a e' fóran, paneton,
pol aröst, du tri gapon,
dal brasul e di caplèt!
L'ultima notte del Duemila
E' la sera del trentuno
il Duemila è finito
e tutti quanti siamo riuniti
per aspettare il Duemilauno.
I cappelletti sono nella terrina1
e l'arrosto è dentro al forno,
è già pronto anche il contorno:
possiamo cominciare la cena.
Un momento, state un po' buoni!
Mi sembrate tutti affamati come lupi!
State fermi, state a sedere!
Una considerazione,
un pensiero bisogna farlo
su quest'anno che è ormai finito,
o vogliamo proprio seppellirlo
senza fargli il funerale!?
Se è stato buono, se ha avuto qualche neo
cerchiamo di scoprirlo insieme
nel male e nel bene.
E' stato l'anno del Giubileo
e tutti quanti hanno fatto la fila
per andare a Roma da San Pietro,
per comprare dei souvenir,
la "medaglia del duemila",
cianfrusaglia, statuine,
del ciarpame di ogni razza,
tutta roba di plasticaccia,
dei santini, delle cartoline.
Sono partiti da tutto il mondo,
richiamati da tanti richiami,
per cercare di arrivare primi.
E Giovanni Paolo è arrivato secondo!
Parlando però sul serio
tanti sono andati per devozione,
per pregare e domandare perdono
dei loro peccati e delle loro miserie.
E' stato l'anno dei contadini,
la stagione è stata buona,
con il sole e con la luna
proprio buono si è fatto il vino.
E purtroppo ci sono anche stati
guerra e morti e del terrore
nella terra di nostro Signore,
con sassi e fucilate.
E anche quest'anno ne abbiamo visti
arrivare con gommoni,
con navi e barconi,
delinquenti e poveri cristi.
Povera gente! Dalla Nigeria,
dal Marocco, dall'Albania
hanno lasciato la loro famiglia
per fuggire dalla miseria,
dalla fame e dalla guerra,
da governi assassini,
con le donne, coi bambini,
per cercare un'altra terra.
Ma sappiamo , tra tanta gente,
che ci sono i buoni e che ci sono i cattivi,
ed è una cosa che è inutile dirvi,
ci sono anche i delinquenti.
Con la droga e con le donne
si sono fatti dei macchinoni,
vanno in giro con dei milioni
e la gente ha perso il sonno.
Queste canaglie, questa brutta razza,
sequestrano delle famiglie;
se ti ribelli alle ruberie,
non ci pensano: ti ammazzano.
E questo governo, cosa fa?
"Poverini, non si possono toccare!
Il foglio di via glielo si può dare,
se se fregano, ci farete il callo2!
Silurare tutti gli scafisti?!
Controllare l'immigrazione?!
Mettere i ladri in prigione?!
Ma è roba da razzisti!"
E' stato l'anno della mucca pazza,
i vitelli sono stati nervosi.
E' stato l'anno in cui sono diventati famosi
Gore e Bush che hanno fatto patta.
Alla fine delle elezioni
si sono messi di nuovo a contare
tutte le schede e a litigare
per sbrogliare la situazione.
Questa elezione per Bush e Gore
non è andata per il suo verso:
chi ha vinto e chi ha perso
non lo sa neanche il Signore.
E a casa nostra, che cosa abbiamo?
Ma, niente di nuovo, le solite cose,
con i soliti ritornelli
che a sentire ti fanno venire la rabbia.
C'è Bossi, buona lana3,
che continua a predicare
e cerca di proclamare
la sua grande Nazione Padana.
Alla destra Berlusconi,
che ha capito che aria tira,
e che gira e che rigira
per avere le elezioni.
Ma anche gli altri hanno capito
che minaccia un temporale
e se si vota, per loro va a finire male,
e per questo tirano indietro.
E l'anno nuovo cosa ci porterà?
primo: la pace, e poi per secondo
il progresso in tutto il mondo
chè alla fame non si fa il callo2.
Via ogni dittatura,
in galera i delinquenti,
sicurezza per la gente
e rispetto per la natura.
E per noi che siamo qui
la salute e dei quattrini,
noi siamo gente che si accontenta!,
e stasera e tutti i giorni
prosciutto e vino schietto,
pasta al forno, panettone,
pollo arrosto, due o tre capponi,
delle braciole e dei cappelletti!
Franco Ponseggi
NOTE.
1. Tarena: terrina, piatto di portata in terra cotta, zuppiera.
2. Fêr e' cal: fare il callo, abituarsi, adattarsi.
3. Bona lâna: "buona lana", bricconcello, persona di cui è meglio
diffidare, detto in senso ironico.